Cosa può voler dire, per un ragazzo,
essere stato abbandonato?
 
 
Probabilmente lo può capire bene chi lo ha provato, almeno in parte. Chi non si è mai visto chiudere la porta in faccia e non è mai stato trattato come un problema fastidioso... difficilmente potrà entrare in empatia con questi ragazzi di strada. Mettersi nei loro panni e sentire l'ampiezza del vuoto che li tormenta è un dono di Dio. Perciò non ci stupisce se qualcuno immagina che esageriamo quando cerchiamo di spiegare quanto sia grave, in loro, il danno subìto e se c'è chi perfino ci dice che "dando un po' di affetto, insegnando un mestiere e dando cibo a volontà si sistema tutto!". Noi sappiamo, per esperienza, che nemmeno il nostro affetto basta a saziare il cuore di un ragazzo che non si sente più amato da Dio per essere stato abbandonato dagli uomini... Sappiamo, però, che il Centro di Solidarietà può diventare l'occasione per capire profondamente il senso provvidenziale racchiuso in così tanto dolore: in questi ragazzi può sorgere la speranza di potersi rialzare per osare fare i primi passi verso la rappacificazione con Dio Padre che, in realtà, non li ha mai abbandonati ma, proprio attraverso la loro storia personale così particolare, si è compiaciuto di farli oggetto del Suo amore preferenziale. E' un mistero da capirsi alla luce della fede dopo un lungo e faticoso cammino, quando tutti i pezzi del "puzzle" saranno montati con pazienza nel profondo del cuore rivelando l'intera delicata combinazione "abbandono e amore, esclusione e predilezione" che vuole riservare i primi posti proprio a loro, gli ultimi!
 
 

Zeninha avvicina un ragazzo drogato che dorme per strada