Un amico, anni fa, mi ha detto: "Voi, in
Brasile, preoccupatevi dei ragazzi che, a provvedere ai soldi
che servono, ci pensiamo noi, dall'Italia". Senza troppi
preamboli, è riuscito a delineare la modalità
di attuazione di una collaborazione tra di noi… possibile,
però, se d'ambo le parti esiste il piacere di rendersi
utili facendo la propria parte, una fiducia reciproca e, principalmente,
un amore preferenziale verso i bambini e gli adolescenti abbandonati.
Per aiutarli, che lo si faccia d'oltreoceano
o vivendoci accanto, si deve puntare sul proprio cuore; è
qui che troviamo le inesauribili risorse che Dio ha riservato
a tutti, e che ognuno investe per ciò che più
gli sta a cuore (ne avanzano ben poche, per altro!). E un cuore
che ama non può che darsi tanto da fare (approfittando
non solo delle risorse finanziarie, ma anche del suo spirito
d'iniziativa, dell'esperienza e creatività, delle sue
conoscenze, influenze ed amicizie) per scoprire sempre nuove
forme d'intervento. Dio benedice e premia questi tentativi:
ad ogni porta chiusa in faccia se ne aprono delle nuove.
Certamente la Provvidenza ha già riservato,
anche per questi ragazzi, cuori generosi che intendano farsene
carico; però tocca a ognuno di noi far bene la propria
parte individuando i "cuori" che assomigliano ai nostri,
per affiancarci a loro e operare tutti insieme.
Sì, la Fondazione è il miracolo
di Dio compiuto per la fede, la speranza e la carità
di ciascuno di noi. Abbiamo 553 "parafulmini" che
ci proteggono dal pericolo di rassegnarci a far meno bene la
nostra parte: in tutta Italia, nei monasteri delle nostre Sorelle
Claustrali, si prega anche per i ragazzi, per gli educatori
e per tutti i benefattori.
Grazie infinite per l'attenzione;
speriamo che questo sia l'inizio di una collaborazione.