| Una convivenza di tipo familiare | |||||||||||||||||||||||||||||
I ragazzi sono accolti in varie case-famiglia, all'interno della Fondazione, formando gruppi familiari di 8-10 ragazzi e ragazze di età differenti, seguiti da "papà e mamme sociali" che vivono con loro, a tempo pieno, per cercare di essere quel papà e quella mamma che questi ragazzi non hanno mai avuto. Invece dei tradizionali dormitori collettivi e immensi refettori spersonalizzanti, si é preferito il sistema delle case-famiglia per facilitare un clima più simile a quello di una buona famiglia. La crescita serena e armoniosa dei bambini e adolescenti é possibile soprattutto grazie alla prolungata esperienza di "famiglia" che sa compiere dei veri e propri miracoli, restituendo dignità e voglia di vivere a ragazzi profondamente feriti per essere stati abbandonati dai loro genitori e rifiutati dalla società. Il punto cruciale é predisporre l'ambiente giusto, quello di tipo "familiare", il più adatto ed efficace proprio perché il più "originale": il progetto di Dio fin dagli inizi dell'umanità. |
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CInnanzitutto,
crescere come persone
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E'
così che noi crediamo di poter aiutare questi ragazzi a formarsi
come persone, al punto che riescano, da grandi, a reinserirsi dignitosamente
nella società. Ma questo dipende soprattutto dall'avere loro acquisito
una struttura psico-affettiva sufficientemente consistente. Infatti è
illusione immaginare di starli aiutando se ci si preoccupa di offrire
semplicemente un impiego... Sarebbe come costruire una casa incominciando
dal tetto... forse perché impegnerebbe troppo iniziare dalle fondamenta,
ben profonde e solide! Così, molti minori incamminati al mondo
del lavoro senza prima aver ricevuto l'aiuto necessario per imparare ad
avere cura della crescita della propria persona, avviliti per le difficoltà
ed insuccessi, ricadono nuovamente nella droga, nella delinquenza, nella
vita di strada. Questa volta, però, se hanno già raggiunto
la maggior età, il vecchio trucco dell'elemosina non funziona più
e devono strappare un aiuto ai passanti assaltandoli a mano armata. Se
non sono subito uccisi, finiscono col riempire le prigioni. A questo punto,
recuperarli ancora, diventa molto più difficile, lento e dispendioso.
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| Per imparare a condividere | |||||||||||||||||||||||||||||
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Amareggiati
per questo tragico destino riservato a molti ragazzi e ragazze di strada
a Salvador, nel 1989, dopo un anno di contatti con la triste realtà
della strada e dei riformatori, cominciammo quest'esperienza accettando
la sfida di offrire non solo briciole e palliativi, ma ciò che
é essenziale per la loro crescita condividendo con loro la nostra
vita, la nostra casa, la nostra fede e il nostro cuore, cercando di offrire
ciò che di meglio i nostri genitori avevano fatto per noi quando
eravamo bambini e adolescenti.
Sì, perché non affrontando il problema di questi ragazzi alla radice, si accumulano in loro problemi maggiori, più difficili da risolversi. E, persistendo nell'utilizzare metodi educativi e programmi sociali superficiali, mai risolutivi, le future generazione si scontreranno con adulti immaturi e insoddisfatti che spargeranno attorno a sé molta rabbia, violenza, dolore e morte. |
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| Accompagnamento personalizzato e in piccoli gruppi | |||||||||||||||||||||||||||||
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Il
problema del minore emarginato deve essere assolutamente affrontato: è
meglio investire preventivamente piuttosto che trovarsi di fronte a situazioni
peggiori.
La tentazione comune è voler eliminare, nella maniera più rapida e facile, tutto ciò che è considerato un problema per la società. Per questo la "quantità dei beneficiari" è considerata molto più importante della "qualità del beneficio": ci si preoccupa di più di mostrare all'opinione pubblica risultati immediati, solo con un apparente successo, che impegnarsi per ottenere una crescita profonda e globale di questi ragazzi, gli adulti di domani. Noi preferiamo aver cura di pochi ragazzi alla volta, ma bene, piuttosto che seguirne molti contemporaneamente in modo aprossimativo, ossia senza garantire un accompagnamento personalizzato. Ogni bambino è un indivuo: il suo passato, il suo tempo e il suo ritmo sono da rispettarsi: "Solo se abbiamo molta cura dei germogli oggi, raccoglieremo frutti domani" (Milton Nascimento). |
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| Attività formative, terapeutiche e professionali | |||||||||||||||||||||||||||||
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Nei
nostri laboratori si organizzano vari tipi di attività manuali
per permettere che i ragazzi lavorino in piccoli gruppi, suddivisi in
base all'età, alla preferenza di attività e all'inclinazione
di ognuno: ricamo, uncinetto, taglio e cucito, culinaria, falegnameria,
pittura, fabbro, costruzione civile, giardinaggio, allevamento di animali
ecc. Per i corsi professionali più specializzati i ragazzi sono
incamminati al SENAI e alla "Scuola Officina Salvador", l'ultima
tappa per la loro reintegrazione sociale.
Tutti i ragazzi frequentano le scuole del quartiere. La giornata è composta di momenti di gioco, doposcuola, attività manuali, culturali, artistiche e molto sport. La convivenza è scandita da incontri formativi, da momenti di riflessione religiosa e da colloqui personali con gli adulti. |
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